24 agosto 2016: Amatrice non esiste più!

23.08.2021

Ricorre l'anniversario del terremoto che il 24 agosto 2016 devastò il centro Italia con più di 300 scosse, di cui la prima e più violenta fu di magnitudo 6.0 alle 3.36 del mattino.

Un evento terribile, perché la sequenza, detta "di Amatrice-Norcia-Visso" per l'estensione territoriale delle faglie attivate in quella notte, è stata particolarmente funesta, coinvolgendo 140 comuni e circa 600.000 persone.

Qui oggi desideriamo volgere in particolare il nostro pensiero ad Amatrice, storico comune del Lazio, noto anche a tutti i buongustai che ci leggono per la particolare pietanza a cui ha dato il nome. Quella notte, insieme ad Accumoli, Amatrice fu completamente rasa al suolo, fra il dolore e lo sconcerto di tutti gli italiani.

Amatrice è al centro di una conca, in territorio appenninico, che rappresenta l'area tra Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, una zona di passaggio cioè tra versante adriatico e quello tirrenico. Il territorio dove sorgeva e risorgerà Amatrice fu abitato fin dall'epoca preistorica, per questa ragione è ricchissimo di storia e di arte. Passata di mano in mano nel corso dei secoli, con l'unità d'Italia Amatrice fu inserita nell'Abruzzo aquilano, e solo nel 1927, con la creazione della provincia di Rieti, la città entrò a far parte del Lazio.

Dopo il devastante sisma del 2016, Amatrice, il 18 gennaio 2017 fu colpita da una serie di quattro nuove scosse molto forti, con epicentro in alcuni comuni vicini, che provocarono nuovi crolli sulle strutture già lesionate, infliggendo così al tormentato territorio il colpo definitivo.

A cinque anni dal sisma per molti amatriciani il ritorno a casa è ancora lontano. Altri però hanno iniziato a ripopolare il territorio, in un processo di ricostruzione che, dopo lungaggini, rinvii e rimpalli, sembra finalmente partito il 29 luglio scorso, nell'arteria principale del paese, corso Umberto I.

Gli ingeneri al lavoro sottolineano che una delle sfide più importanti sarà proprio il riposizionamento degli edifici rasi al suolo dal sisma, ridefinendo i confini fra proprietà private e pubbliche, per scongiurare contenziosi futuri, data anche l'ingenza delle macerie ancora da rimuovere e che nel frattempo hanno reso pressoché "illeggibile" la precedente organizzazione del territorio comunale.

Nel ricordare con uguale emozione tutte le vittime di quella terrificante notte, voglio citare in particolare il nome di una donna: Tiziana Lo Presti. Per Tiziana il destino è stato davvero beffardo, perché lei era un'esperta di terremoti, un funzionario del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, che aveva speso una vita intera nello studio e nella pianificazione delle strategie di evacuazione e di aiuto di tali emergenze. Ebbene il terremoto l'ha sorpresa nella casa materna di Salette, una frazione di Amatrice dove si trovava per portare aiuto proprio all'anziana madre, in quei giorni ricoverata nell'ospedale del paese.

Oggi, 24 agosto 2021, il nostro pensiero va a tutte le vittime del terremoto di 5 anni fa. Ora riponiamo le nostre speranze nella, finalmente iniziata, ricostruzione.


Barbara Simona Gottardi