Atleta: una parola, due generi

11.08.2021

Si sono appena concluse le Olimpiadi di Tokyo e certamente ci hanno tenuto incollati alle tv per ore anche perché i nostri atleti hanno riempito il medagliere con titoli importanti e ci hanno fatto sognare.

Ma sebbene fin dall'antichità vi sono testimonianze certe della partecipazione femminile alle attività sportive, purtroppo l'apertura alla possibilità per le donne di prendere parte a competizioni sportive importanti in modo ufficiale, arriva solo nel 1900 alle Olimpiadi di Parigi: in quell'occasione Charlotte Cooper, tennista inglese, passerà alla storia come prima donna a ricevere l'alloro olimpico nel tennis e a vincere ben 5 titoli di Wimbledon.

Qualcosa stava cambiando all'interno della società e, anche se passeranno ancora molti molti anni per vedere i primi risultati, lo sport ci stava segnalando questo cambiamento. Forse una spinta all'aumento del numero delle donne all'interno delle competizioni sportive fu data anche dal film documentario Olympia di Helene Bertha Amalie Riefenstahl, regista, attrice, produttrice cinematografica e ballerina tedesca. Alla Riefenstahl fu proprio Hitler nel 1936 ad affidare l'incarico della realizzazione di un film celebrativo delle Olimpiadi di Berlino. Olympia uscì nel 1938 e rappresenta il primo documentario mai girato su un'Olimpiade.

Dal quelle Olimpiadi in avanti la presenza femminile continuò costantemente ad aumentare: così se nel 1908 su 2008 atleti solo 36 erano donne, nel 2012 le donne costituirono il 45% degli atleti partecipanti e in quelle appena concluse siamo finalmente giunti al 49% di atlete donne. Con grande probabilità le prossime Olimpiadi vedranno la piena parità di genere.


Barbara Simona Gottardi