Le preziose Serate in Famiglia di Don Massimo Lapponi

29.10.2022

Riprende il progetto di Don Massimo Lapponi "Serate in famiglia": una selezione di musica classica tutta da ascoltare e da apprezzare, dove ogni brano viene introdotto e spiegato dalla voce della professoressa Fiorella Galliani, musicista e insegnante di propedeutica musicale, musicologia e storia della musica.

Il progetto, ideato e realizzato durante il primo e più feroce periodo pandemico, vuole essere una guida all'ascolto di musica impegnata, che aiuti gli appassionati del genere ad arrampicarsi sull'impervia scala dell'ascolto consapevole ed attento.

Don Massimo Lapponi, sacerdote benedettino dell'Abbazia di Farfa, laureato in teologia e in lingue e letterature straniere, è un eccellente conoscitore di musica classica. Dal 2011 si occupa, per alcuni mesi all'anno, di una fondazione benedettina in Sri Lanka. In Italia invece è impegnato nella pastorale familiare e in attività formative dei giovani studenti.

Oltre a varie pubblicazioni di carattere accademico, ha scritto anche opere di narrativa e composizioni musicali e l'8 dicembre 2015 ha inaugurato la Scuola di Formazione per Famiglie online "La corona di dodici stelle".

Il Pensiero di Padre Massimo è soprattutto caratterizzato dall'aderenza all'antica ed illustre tradizione monastica benedettina, al fine di riscoprire i valori più antichi e forti del monachesimo. 

Certo, sicuramente un ideale controcorrente al giorno d'oggi!

Tuttavia Don Massimo insegue e persevera con grande tenacia ed attraverso molti mezzi, il suo ideale, non tralasciando assolutamente i mezzi informatici web e social, per questo ha costruito un sito internet per l'Abbazia e aperto un canale YouTube per pubblicare le sue "Serate in famiglia".

Per far fronte a tutti questi impegni, si avvale di diversi collaboratori, tra cui una carissima amica de La Fucina delle Muse: Fiorella Galliani, che presta la sua voce al racconto della musica selezionata da Don Massimo per le varie pubblicazioni.

Fiorella, in "Serate in famiglia", ci conduce, di volta in volta, dentro l'ascolto del brano, indicando date, esecutori, ideatori, musicisti e qualche aneddoto, in modo tale che il pubblico sia coinvolto in un ascolto meditato e accurato della musica.

E' questo il format delle pubblicazioni della playlist "Serate in famiglia", sicuramente interessante e piacevole, un intelligente strumento per poter approfondire la propria cultura musicale, evocativo di alcuni programmi radiofonici di un po' di tempo fa.

Quello che però il progetto potrebbe migliorare, ad esclusivo parere di chi scrive, è l'apertura ad un pubblico molto più ampio. Mi spiego meglio: la musica classica ed operistica "piace" nel senso più universale del termine, eppure così come viene prodotto e proposto, il format sembra voler escludere completamente quel pubblico formato dai non "addetti ai lavori" e soprattutto proprio coloro ai quali vorrebbe essere rivolto, ossia i giovani. Maggiore brevità, leggerezza ed allegria, potrebbero essere gli ingredienti della svolta verso la notorietà, il tutto corredato dall'inserimento nei video di contenuti in immagini.

Mi rendo perfettamente conto che tutto il lavoro di don Massimo deve essere in linea con la sua ideologia, ma quando si produce qualcosa e si utilizzano i mezzi di comunicazione più al passo coi tempi, è necessario porsi sempre la domanda relativa a chi desideriamo che sia il nostro pubblico di riferimento e non solo quella relativa a ciò che desideriamo comunicare. Un pubblico di giovani ha bisogno di maggiore schiettezza, così come un pubblico, di qualsivoglia età, non particolarmente avvezzo all'ascolto della musica classica, può appassionarsi e sarebbe un enorme arricchimento, solo nel momento in cui si riesca a rendere la comunicazione intensa ed emozionale.

Tuttavia, continuerò a seguire le pubblicazioni di Don Massimo Lapponi non solo perché l'attenzione ai progetti musicali da sempre è ciò che contraddistingue maggiormente il mio lavoro, ma anche perché sono certa che un progetto, nato in un periodo così cupo della storia del nostro Paese e che non ha ancora avuto una buona continuità di pubblicazioni, debba crescere ancora molto e maturare, sondare il terreno del pubblico creato e rispondere ad esigenze in continua evoluzione. 

A Don Massimo e a Fiorella non posso che augurare quindi buon lavoro!


Barbara Simona Gottardi